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Le CER - Comunità Energetiche

Le CACER - Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione di Energia Rinnovabile, o CER – Comunità di Energia Rinnovabile, sono un «soggetto giuridico» di diritto privato, con proprio Statuto e Regolamento interno, che decidono di dotarsi di impianti, o utilizzare impianti già esistenti di energia da fonti rinnovabili, per condividerne la produzione.

Le CER sono definite dal decreto legislativo 199/21 e regolate da ARERA, con le Delibere 318/2020/R/EEL e 727/2022/R/eel (che approva il Testo Integrato Autoconsumo Diffuso - TIAD) e ricevono dal GSE un contributo parametrato alla quota di energia prodotta ed auto-consumata dai propri membri.

 

FONDARE UNA CER

Una CER nasce attraverso la creazione di un soggetto giuridico che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali.

Le norme non impongono una determinata forma giuridica, ma prescrivono che la CER non debba avere lo scopo di lucro quale scopo principale.

 

E’ prevista la redazione, ed approvazione da parte dei membri, di un regolamento che stabilisca la modalità con la quale la CER utilizzi il contributo erogato dal GSE:

  1. per coprire i propri costi di gestione quali: gestione amministrativa; manutenzione degli impianti di produzione; canoni per la realizzazione degli impianti di produzione da parte di soggetti terzi,

  2. per corrispondere un contributo ad ogni membro della CER, usualmente calcolato in proporzione alla sua quantità di auto-consumo generato nel periodo.

 

I PROSUMER MEMBRI DI UNA CER

La CER può costituirsi a partire da due soggetti membri.

 

I membri possono essere: cittadini, imprese, associazioni, enti locali, condomini, terzo settore, cooperative, enti religiosi, enti di ricerca, piccole/medie imprese, ma non devono svolgere, come attività commerciale o professionale principale, la produzione e scambio dell'energia elettrica

 

Le grandi imprese possono fare parte della CER, ma non ricevere la quota di Tariffa Premio.

 

La partecipazione alla CER è autonoma, aperta e volontaria e prevede che i membri il mantengano i diritti di “cliente finale”, compreso quello di scegliere il proprio venditore di servizi elettrici e che per essi sia possibile in ogni momento uscire da essa.

 

Poiché tali soggetti sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia vengono denominati dalla norma quali “PROSUMER”.

                                        

GLI IMPIANTI DI PRODUZIONE

Gli impianti di produzione di elettricità devono essere da “fonti rinnovabili”. Pertanto le tecnologie possono essere indifferentemente: fotovoltaica, eolica, biogas, biomassa, ovvero un mix di questi purché di potenza massima complessiva di 1MW.

 

Sotto il profilo della proprietà, gli impianti:

  • possono essere realizzati e di proprietà della CER;

  • essere di proprietà di un terzo soggetto investitore che lo metta nella “piena disponibilità della CER” sulla base di un titolo giuridico valido come: usufrutto, titoli contrattuali o altri titoli come il comodato d’uso.

  • appartenere ai singoli membri della CER, in quanto realizzati ex-novo, ovvero ampliamento di propri impianti già esistenti (in questo caso gli incentivi si applicano solo alla nuova sezione di impianto) ovvero siano gli impianti già esistenti e messi nella disponibilità della CACER (fino al 30% della potenza complessiva della CER).

 

Nella CER possono essere anche installati impianti di “accumulo” (batterie o altri sistemi) in grado di immagazzinare l’energia quando non è pienamente utilizzata e rilasciarla quando serve. Con il fine di massimizzare l’energia auto-consumata e pertanto la Tariffa Premio.

L’AREA GEOGRAFICA DI UNA CER

Sia i membri della CER che gli impianti possono essere dislocati a grande distanza tra loro, purché le utenze siano tutte sottese alla stessa Cabina Primaria – CP di alta/media tensione individuata secondo quanto previsto dall’articolo 10 del TIAD, informazione che distributori sono tenuti a rendere pubbliche on-line e che è necessario verificare prima della presentazione di una CER.

Di seguito i link dei primi due distributori che hanno pubblicato i dati:

L’AUTOCONSUMO VIRTUALE

L’autoconsumo di una CACER è infatti generato dalla contabilizzazione di soli “scambi virtuali” tra i membri della stessa.

 

I membri e gli impianti non sono tra loro fisicamente connessi e non devono essere realizzate tra questi ed i membri consumatori alcuna opera di connessione elettrica.

I membri pertanto continuano a pagare le bollette ai propri fornitori di energia, ma ricevono dal gestore della CACER un importo periodico sia sulla base dei contributi da questi ricevuti dal GSE sulla base dell’autoconsumo che dei ricavi dell’energia immessa nella rete del mercato nazionale venduta.

La quale cosa equivale in pratica ad una vera e propria riduzione sulla propria bolletta.

 

L’unica installazione fisica prevista presso i POD (contatori) dei membri è quella di un “meter” o contatore digitale in grado di rilevare in tempo reale le informazioni inerenti: produzione, autoconsumo, cessione e prelievo dalla rete dell’energia, e trasmettere tali dati al gestore della CACER.

I dati potranno confluire anche in APP che consentiranno ad ogni membro di verificare in tempo reale le produzioni ed il proprio consumo in modo da modificare le proprie abitudini, ottimizzando l’autoconsumo e la Tariffa Premio.

L’energia condivisa, in un ora h, per definizione, è pari all’importo più basso tra:

i.      la somma delle immissioni (kW) di tutti gli impianti della CACER e

ii.     la somma dei prelievi (kW) effettuati dai propri membri in quella data ora.

Nell’esempio di lato la CER, per esemplificazione, ha un unico impianto e tre tipologie di membri, sottesi alla stessa CP. L’impianto in una data ora “X” ha immesso in rete pubblica 50kWh di energia elettrica.

Nella stessa ora “X” le tre tipologie di membri hanno “assorbito” dalla rete pubblica 55 kWh.

Tale numero di kWh verrà loro fatturata, dal proprio gestore, al costo contrattuale ma, allo stesso tempo, contribuisce a generare l’auto-consumo della CER.

Nell’esempio l’energia virtualmente condivisa ed auto-consumata è di 50 kWh (la più bassa tra le prodotta e quella consumata che invece ammonta a 55 kWh), ed è su tale valore che la CER riceverà la Tariffa Premio dal GSE.

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LA TARIFFA PREMIO

La tariffa incentivante, sotto forma di Tariffa Premio viene corrisposta mensilmente dal GSE dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto e per 20 anni.

La potenza complessivamente incentivabile è di 5 GW, con un limite temporale fissato a fine 2027.

La formula per il calcolo della Tariffa Premio (TP), con riferimento ai simboli in tabella, è:

 

TP = A + max (0; 180 - Pz)

 

  • dove Pz è il prezzo zonale orario (PO), ovvero il prezzo che si forma sul mercato elettrico che varia in base all'ora nella quale l'energia viene immessa in rete e alla zona di mercato in cui si trova l'impianto come da delibere ARERA.

  • con un tetto massimo al Premio erogato, stabilito per ogni classe di potenza massima installata dalla specifica CER.

Per bilanciare i differenti livelli di insolazione delle regioni del Sud Italia rispetto alle restanti del Centro e Nord Italia, la Tariffa Premio è incrementata per le CER la cui area di attività in queste seconde aree come da tabella.

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